Il Tan: il tasso d’interesse da pagare su mutui e prestiti

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La maggior parte dei finanziamenti, dei prestiti e dei mutui specificano all’interno del contratto due tipologie di tasso d’interessi, vale a dire il Tan e il Taeg che sono molto diversi tra loro.

Spesso le pubblicità che parlano di muti e di finanziamenti a “tasso zero” non specificano se l’assenza di interessi sia legata al Tan o al Taeg, creando così negli utenti molta confusione. Per questo cercheremo di capire che cos’è Il Tan e di analizzare le sue caratteristiche paragonandolo con il Taeg, in modo tale da far maggiore chiarezza in merito.

Che cos’è il Tan?

Il Tan – acronimo di Tasso Annuo Nominale – rappresenta semplicemente l’interesse che andrete a pagare a fine anno sulla cifra che avrete richiesto in prestito, il quale viene di norma però spalmato sull’intero piano di rimborso, rientrando all’interno della rata mensile del mutuo o del finanziamento acceso.

Il Tan coincide realmente con gli interessi reali?

Questo dettaglio è molto importante, per il semplice fatto che il frazionamento del Tan all’interno della rateizzazione complessiva fa lievitare l’interesse reale che il cliente deve restituire all’istituto di credito.

Per dirla in termini più semplici, se voi restituiste a fine anno e in un unico versamento gli interessi maturati, questi corrisponderebbero precisamente al Tan; tuttavia il fatto che questi vengano inseriti all’interno dell’importo della rata mensile sotto la voce “quota d’interessi”, fa sì che questi alla fine dell’anno maturino, con una discrepanza tra Tan e tasso effettivo d’interessi applicato.

Per questo al momento dell’accensione di un mutuo è sempre bene informarsi sulle modalità di rimborso degli interessi, altrimenti detti piani di ammortamento.

Come funziona il rimborso degli interessi?

Il piano di ammortamento più utilizzato in Italia dalle società di prestiti e dalle banche è quello alla francese, nel quale la quota di interessi rimborsata mensilmente con la rata all’inizio del prestito supera la cosiddetta quota capitale, ossia la cifra da restituire priva di Tan e Taeg.

In questo modo il cliente andare subito a versare alla banca gli interessi calcolati lungo tutto il piano di rientro della cifra pattuita, mentre nelle fase finale del piano andrà a rimborsare la somma presa a prestito prova d’interesse.

Questo ha come conseguenza una decrescita progressiva dell’importo rateale mensile, il che si traduce in un vantaggio per il consumatore a lungo termine.

In questo tipo di piano d’ammortamento è quindi chiaro che il Tan non coincide mai col tasso reale degli interessi: infatti quest’ultimo è superiore, proprio in virtù della costante maturazione lungo tutto il piano di rientro.

La differenza tra Tan e Taeg

Ecco perché bisogna, oltre al Tan, tenere da conto anche il Taeg nell’accensione di un mutuo: infatti questo parametro indica con chiarezza la totalità della somma da versare alla banca a termine del prestito, con all’interno comprese le spese accessorie e la maturazione degli interessi durante il rimborso rateale.

Di qui si spiega la ragione di molti mutui e prestiti concessi a Tan zero, ma dotati di un Taeg variabile in percentuale.