Quale mutuo scegliere: fisso o variabile? Qualche considerazione

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quale mutuo scegliere fisso o variabile

Quale mutuo scegliere: fisso o variabile? È la domanda che si è posto chiunque abbia avuto bisogno di accendere un mutuo, soprattutto se per l’acquisto di un immobile. Purtroppo, però, non esiste una risposta certa a una domanda di questo tipo e una scelta migliore, se c’è, è quella che tiene in considerazione una serie di fattori legati tanto alla propria condizione economica, quanto alla situazione in cui si trova il mercato finanziario.

Vale la pena allora chiarire, seppure brevemente, cosa siano un mutuo a tasso fisso e un mutuo a tasso variabile. Come suggerisce la stessa espressione, un mutuo a tasso fisso è un mutuo che prevede sempre, per tutta la sua durata, delle rate della stessa entità e ciò indipendentemente dall’andamento dei tassi di interesse. Al contrario, un mutuo a tasso variabile prevede rate che possono cambiare anche notevolmente in considerazione dell’andamento dei tassi d’interesse. Per chi abbia maggiore familiarità con l’argomento, mentre uno dei due mutui (quello a tasso fisso) è legato all’EURIRS, ossia al tasso per gli swap calcolato nell’Eurozona a intervalli di tempo medio-lunghi, l’altro (quello a tasso variabile) è legato invece all’EURIBOR, ancora uno swap ma calcolato su intervalli di tempo molto più brevi. Servirebbe, a questo punto, seguire la cronaca finanziaria per sapere che attualmente i due parametri si aggirano rispettivamente intorno all’1,43% e al -0,28%. Sono dati di difficile traduzione ma hanno molta importanza quando si tratta di valutare quale mutuo scegliere, fisso o variabile.

Una guida a quale mutuo scegliere: fisso o variabile

L’idea migliore è, in casi come questi e se non si abbia una particolare conoscenza del settore, rivolgersi a dei professionisti o a un consulente. A livello del tutto generico, però, si potrebbe considerare che ci sono occasioni e momenti in cui un tipo di mutuo è più comodo e più conveniente dell’altro. Un mutuo a tasso fisso, per esempio, è di per sé conveniente quando – come succede in questi anni post-crisi – il tasso è inferiore al 4%. Succede in questi frangenti, infatti, che la rata che ci si ritrova a pagare non sia poi molto diversa diversa da quella che si pagherebbe anche scegliendo un mutuo a tasso variabile. Profili simili si ottengono, del resto, quando si contrae un mutuo per una cifra limitata (che non superi i 70mila euro) o per una durata di tempo limitata (per un massimo di quindici anni). Più in generale, un mutuo a tasso fisso è ideale per chi abbia un salario o altre entrate fisse mensili.

Al contrario, un mutuo a tassi variabili è l’opzione ideale per chi voglia risparmiare il più possibile sul proprio investimento e sia disponibile, per questo, a prendersi maggiori rischi. Un mutuo di questo tipo, del resto, ha dalla sua la possibilità di risparmiare proprio sui tassi d’interesse da restituire all’istituto che lo ha concesso e sulla velocità con cui si riesce a recuperare il capitale. È l’ideale, in altre parole, quando si vuole fare un investimento a breve o brevissimo termine o si hanno condizioni salariali variabili e ci si aspetta un incremento di reddito col progredire della carriera.