Il tasso IRS a 30 anni: caratteristiche e valore di mercato

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Come abbiamo già avuto occasione di illustrare, l’IRS è l’indice di riferimento per i mutui a tasso fisso ed è uno strumento con cui le banche versano agli investitori una quota d’interesse agli investitori decisi a rischiare e a concedere credito a quell’istituto in particolare.

Tra le varie tipologie di indici, uno dei più utilizzati nell’ambito dei finanziamenti sulla casa è l’IRS a 30 anni, un tasso che rimane costante per tutta la durata di un mutuo trentennale, e che viene spalmato assieme allo spread sulla rata mensile del mutuatario.

Ma vediamo di capire meglio qual è lo scopo di questo indice e quali sono le sue caratteristiche principali.

A che cosa serve il tasso IRS?

Attraverso l’accordo con l’investitore esterno, la banca è in grado di ottenere dei prestiti per concedere a sua volta i mutui ai propri clienti; tuttavia, siccome ogni investitore ha diritto a una percentuale di interessi sul proprio capitale, quest’ultima viene stabilita proprio mediante il tasso IRS, che è stabilito mediante un accordo a termine di libero scambio di pagamenti tra le due parti.

In questo modo la banca e l’investitore si tutelano dalla fluttuazione degli indici dei tassi d’interesse, andando a stabilire una percentuale precisa a seconda della durata del prestito. Il corrispettivo degli interessi verrà versato dalla banca al creditore e prelevato a sua volta attraverso la rata del mutuatario, al cui interno è specificata la quota d’interessi che compone l’importo totale.

Al tasso IRS a cui è soggetto il mutuo – a 20 o a 30 anni che sia – andrà poi aggiunto uno spread, per garantire alla banca un maggior margine di guadagno, nonché per tutelarsi dagli andamenti negativi dei mercati.

Ma andiamo a conoscer equali sono le caratteristiche di un contratto IRS e quali fattori ne determinano il valore percentuale.

Quali sono le caratteristiche di un mutuo con tasso IRS a 30 anni?

Le caratteristiche di un accordo IRS a 30 anni sono:

  • la durata poliennale del contratto;
  • la possibilità di cedere l’accordo ad altre parti, rinegoziando i termini dell’accordo;
  • la facoltà di scadenzare i flussi di pagamento in sequenza trimestrale, semestrale e annuale, ma anche ogni nove mesi;
  • una tassazione sulle plusvalenze pari al 26%.

Essendo poi così ampia la durata del prestito, è chiaro che il tasso degli interessi determinato da un IRS a 30 anni sarà superiore rispetto a quello di durata ventennale: infatti il soggetto investitore, accettando il rischio di esporre i propri capitali con la banca per un periodo così ampio, deve per forza avere un margine di guadagno commisurato a quest’ultimo.

Come si determina il valore del tasso IRS a 30 anni?

Ogni giorno i quotidiani specializzati in economia e finanza pubblicano le quotazioni relative ai vari tassi d’interesse, tra cui gli indici Euribor e IRS.

Il valore del tasso IRS a 20 anni, al pari di tutti gli altri, è determinato dai seguenti fattori:

  • le oscillazioni dei comparti azionari e obbligazionari,
  • le stime di crescita dell’economia e la fiducia dei mercati finanziari;
  • l’inflazione.

Stando a quanto riporta il sito specializzato Telemutuo (http://www.telemutuo.it/euribor-aggiornato.php), il valore del tasso IRS a 30 anni al 28 febbraio è pari all’1,61%.