Come funziona il mutuo ristrutturazione

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Sono tanti i motivi per cui si sceglie di ristrutturare casa. Può essere necessario farlo per esempio dopo che si è acquistata una casa con problemi più o meno evidenti. Oppure semplicemente perché si desidera apportare delle modifiche alla nostra casa, per renderla diversa da come è ora. Sono tante le tipologie di investimento disponibili.

Alcuni finanziamenti sono ottenibili anche da appositi mutui per la ristrutturazione. Esistono tutto sommato tre differenti tipi di manutenzione. C’è quella ordinaria o per piccole opere. C’è quella straordinaria sempre per piccole opere e c’è la stritturazione con grandi opere.

Le piccole opere possono essere realizzate senza dover pagare niente al comune, siano esse ordinarie o straordinarie. Le grandi opere invece, richiedono la concessione edilizia e il relativo versamento degli oneri.

  1. Manutenzione ordinaria

Sono gli interventi su degli edifici già esistenti. Può riguardare una parte limitata dell’edificio o un intervento per rendere di nuovo funzionale un edificio che non è abitabile. E’ necessario che mantengano l’aspetto esterno e l’ingombro della struttura precedente. Non richiede la concessione edilizia. Eventuali interventi su gas e luce in particolar modo devono essere svolti da personale qualificato.

  1. Manutenzione straordinaria

Come il rinnovamento di alcune parti della struttura, anche quelle portanti, sono da considerarsi parte della manutenzione straordinaria. Occorre un progetto edilizio e una domanda di autorizzazione edilizia con tanto di denuncia per l’inizio dell’attività.

  1. Ristrutturazione e grandi opere

Sono gli interventi che modificano l’aspesso estetico, la dimensione o l’intero stabile. Sono considerate grandi opere e richiedono una concessione edilizia e perciò il versamento di un contributo all’Amministrazione Comunale. Rientrano in questa categoria anche le grandi opere.

Come funziona il mutuo e la ristrutturazione

Non è difficile ottenere dalla banca il mutuo per la ristrutturazione. Tutto ciò che vi occorre oltre ai classici documenti d’identità e quelli che attestano il vostro reddito, è il preventivo di spesa per la manutenzione ordinaria, la quale deve essere redatta dall’impresa che si occuperà del lavoro. Oppure nel caso di una manutenzione ordinaria anche il progetto edilizio, insieme alla domanda di autorizzazione edilizia al Comun. Infine, per quanto riguarda le grandi opere, occorre la concessione edilizia, la ricevuta del versamento effettuato presso l’amministrazione comunale e ovviamente il preventivo di spesa.

Oggi poi ci sono anche diverse agevolazioni fiscali. E’ possibile detrarre dall’imposta sul reddito il 19% degli interessi passivi,degli oneri accessori e delle quote di rivalutazione dipendenti alle clausole di indicizzazione.

Le varie detrazioni sono possibili solo se i lavori hanno inizio sei mesi prima o dopo da quanto è stato stipulato il contratto di mutuo e che l’abitazione venga dichiarata abitazione principale entro sei mesi da quando i lavori sono terminati. Il 19% può essere calcolato su un importo massimo di 2.582,28 euro.

I lavori di ristrutturazione permettono di detrarre dall’IRPEF lorda il 36% delle spese sostenute, siano esse per il restauro, la manutenzione prdinaria, il risanamento conservativo, il risparmio energetico o la rimozione delle barriere architettoniche. Se il beneficiario ha più di 75 anni possono essere detratti in 5 anni, se ne ha più di 80 in 3 anni.