Come si calcolano gli interessi del mutuo?

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Stai cercando di fare il calcolo interessi mutuo? Esistono appositi strumenti online per fare il calcolo degli interessi de tuo mutuo. Forse però, sei in cerca di qualche spiegazione e non ti basta accettare il risultato offerto da una macchina.

Devi sapere che gli interessi che ogni mese paghi alla banca, dipendono dall’importo del debito residuo e ovviamente da quello che è il tasso di interesse applicato.

Il debito residuo, che nella formula matematica qui sotto è indicato come D, diminuisce mese dopo mese. Ciò comporta che vi sia una contrazione della quota interessi della rata man a mano che le rate vengono saldate. Il tasso di interesse invece può variare a seconda che il mutuo sia stato sottoscritto con il tasso variabile o fisso. Vediamo come calcolare con la formula matematica la quota di interessi di una sola rata.

Prendete il tasso di interesse (i) dividetelo per 12 e moltiplicatelo per il debito residuo (d).

Ma cosa sono i tassi d’interesse?

Il tasso d’interesse che viene applicato su un finanziamento è il guadagno della banca. E’ quindi un importo aggiuntivo, soldi extra a quelli che hai chiesto per comprare casa. Chi sottoscrive un mutuo deve sempre restituire la somma + il tasso d’interesse in rate periodiche. Ogni rata contiene perciò sia una quota capitale, sia una quota interessi.

Il tasso d’interesse abbiamo visto che viene calcolato in base ad alcuni fattori. Viene tenuta in considerazione una porzione di tempo che può essere un mese, tre mesi, sei mesi o un anno. Di solito comunque i mutui per gli immobili hanno un tasso di interesse annuale.

Non dimentichiamoci poi la differenza tra interesse semplice e composto. Il primo è calcolato sul capitale e non sui periodi dopo. Il secondo invece va ad accumularsi al capitale e viene calcolato anche sugli interessi stessi.

Tipi di tassi: calcolo interessi mutuo

Tasso fisso: il tasso è costante per tutta quanta la durata del mutuo, a partire dalla stipula del contratto. In questa rata è compresa la parte di capitale da rimborsare e gli interessi. I vantaggi sono diversi. Rate sempre uguali rendono la persona tranquilla e consapevole. E’ possibile pianificare le uscite economiche. Tuttavia non permette di godere delle situazioni vantaggiose del mercato.

Tasso variabile: il tasso non è fisso ma legato all’oscillazione dell’indice finanziario di riferimento, di solito è l’Euribor. L’ammontare della rata quindi può variare. E’ possibile pagare di meno ma anche di più.  All’inizio si rivela una soluzione molto più conveniente. Quando l’inflazione è in calo si ha un vantaggio perché la rata diminuisce. Se è in aumento invece si deve sottostare a un aumento della rata, spesso non indifferente.

Tasso variabile con CAP: è una buona alternativa al tasso variabile perché impone un tetto massimo non superabile. Perciò si possono si avere risparmi mensili, ma allo stesso tempo c’è un limite massimo che non ci fa spendere troppo.

Infine è possibile optare tra il tasso misto e il tasso variabile a rata costante.